"Ludovico provò un odio primitivo per la generazione dei padri, e si sfogò stilando mentalmente un'ideale lista di proscrizione, composta di soli nominativi di nati fra il 1945 e il 1955, il decennio in cui aveva avuto luogo la ricostruzione repubblicana del paese, e durante il quale erano venute al mondo le personalità italiane più distruttive: terroristi rossi e neri, politicanti incapaci, imprenditori parassiti, intellettuali e artisti cialtroni. Benché non appartenessero ad alcuna di queste categorie, mise in cima alla lista i propri genitori. In uno slancio gioioso continuò poi a coppie, per libera associazione: Luca di Montezemolo e Antonio di Pietro, Mario Moretti e Massimo D'Alema, Francesco Rutelli e Giuliano Ferrara, Gianfranco Fini e Pier Ferdinando Casini, Nanni Moretti e Roberto Benigni, Barbara Palombelli e Rosa Russo Jervolino... A un certo punto del gioco cominciò a nutrire dubbi sull'anagrafe di alcuni personaggi. Verificò su internet e constatò che erano immancabilmente nati fra il 1945 e il 1955: Vittorio Sgarbi, 1952; Walter Veltroni 1955; Claudio Scajola 1948... Finì per trovare una sola eccezione: Bruno Vespa, 1944. Gli concesse una deroga di un anno e perseverò nell'eccidio: Marco Tronchetti Provera, Gad Lerner, Robero Maroni, Piero Fassino, Paol Crepet, Roberto D'Agostino, Antonio Ricci..."
Da Filippo D'Angelo, La fine dell'altro mondo, Minimum Fax, 2012 via Christian Calandrio, Italian Revolution, Bompiani 2013