giovedì 11 aprile 2013
love
Sono una fan del programma "Due sulla strada" di Radio Tre. La Domenica, giornata in genere dedicata a lunghissime passeggiate in città o lungo la sponda del fiume, o a bivacchi in parchi cittadini - dipende dal tempo-, aspetto l'arrivo delle 23.30 con trepidazione. A quell'ora, mi infilo il pigiama, vado sotto le coperte e mi predispongo all'ascolto, consapevole che non ne sarò capace, ma ugualmente deliziata. In genere, infatti, mi addormento al primo stacco musicale (mi sembra che sia circa cinque minuti dopo l'inizio), altre volte un po' dopo. Talvolta in quei brevi momenti di lucidità che precedono il sonno riesco anche a riconoscere alcuni dei brani letti; altre in cui la mia mente è già poco vigile mi rendo conto che sto sentendo qualcosa che conosco ma non riesco ad individuarla con precisione; una volta mi è sembrato di sentire addirittura dei versi miei per poi rendermi subito conto che era Sylvia Plath... comunque, anche prima di crollare, capisco poco di quanto sento, e francamente non m'importa: le voci dei conduttori mi accarezzano le orecchie e i sensi, avverto che si tratta di parole avvolgenti, e la musica che le accompagna in sottofondo mi culla verso l'incoscienza come una dolce ipnosi. Risento tutto in podacst dopo, in un momento della giornata che mi veda più sveglia, per capire il senso di quelle parole che di notte si riducono a puro suono, spesso cercando contemporaneamente su internet notizie sui musicisti e i gruppi che fanno da colonna sonora al programma.
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